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- MUD 2019: scadenza posticipata al 22 giugno
- 5 dicembre: Giornata Mondiale del Suolo
- Smaltimento amianto eternit: come fare
- Pulizia industriale: la tua immagine passa anche dall’esterno
- Verde aziendale: cinque motivi per avere una zona green
- Rifiuti tatuatori e centri estetici: come smaltirli
- GDPR e distruzione documenti: ecco cosa cambia
- Giornata mondiale dell’ambiente 2018: plastica e smaltimento
- Rifiuti sanitari ed ospedalieri: cosa sono
- Sistemi in cartongesso: come smaltirli?
MUD 2019: è di qualche giorno fa la notizia per cui la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale verrebbe posticipata al 22 giugno 2019. Lo definisce il DPCM del 24 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 febbraio scorso. Ecco le principali novità.
Si è celebrata lo scorso 5 dicembre la Giornata Mondiale del Suolo, che quest'anno ha scelto come tema uno degli obiettivi cardine dell'agenza 2030 dell'ONU: l'inquinamento del suolo. Un problema che spesso passa in secondo piano, a causa dei più urgenti problemi di inquinamento dell'aria - che, comunque, influiscono sul suolo.
L’Amianto Eternit è uno dei materiali più nocivi creati dall’uomo. Nonostante fin dagli anni Settanta la sua produzione sia stata interrotta – almeno in Italia – questo materiale “eterno” continua a mietere vittime, disperdendo particelle nocive. Oggi parliamo dello smaltimento amianto eternit, e di come gli esperti siano in grado di realizzarlo nel modo più sicuro possibile - per loro e per te.
La pulizia industriale e aziendale rappresenta una delle attività in grado di contribuire concretamente alla tua immagine aziendale. La nostra azienda deve rispecchiare il nostro modo di lavorare, sia all'interno che all'esterno. trasmettere cura, attenzione ai particolari è sicuramente positivo. Ma tenere in ordine esterno ed interno della propria azienda non è semplice: spesso la si trascura per mancanza di tempo o difficoltà a mantenere costantemente nel tempo il proposito di pulire.
Niente di meglio di un prato verde con alberi e siepi per passare una giornata all’aperto. Anche a lavoro! La possibilità di fare una pausa pranzo all’aria aperta e all’ombra, o di poter lavorare guardando dalla finestra un bel panorama è sicuramente un vantaggio che non tutti possono permettersi. Molte aziende si stanno muovendo verso la creazione di aree verdi aziendali in grado di migliorare l’aspetto estetico degli edifici, facendo al contempo qualcosa di utile per l’ambiente. Ma non solo.
Tatuatori e centri estetici producono alcuni rifiuti identificati con il codice CER 180103, considerati dunque pericolosi. Questi rifiuti sono: aghi, siringhe, lame, vetri, lancette, pungi dito, testine di rasoi e bisturi monouso. Con il Decreto “Salva Italia” del 2016, la gestione di questi rifiuti si è semplificata di molto, perché non richiede più la compilazione del questionario di carico e scarico, del Mud e del formulario di trasporto rifiuti. Tuttavia, data la loro pericolosità in quanto oggetti taglienti e potenzialmente infettivi, occorre sapere bene come muoversi riguardo al loro smaltimento.
Con la nuova GDPR (General Data Protection Regulation) la situazione "documenti riservati" inizia a diventare un po' più complessa. Vediamo cosa succede con questo nuovo regolamento e come andrà ad influenzare il tema della distruzione documenti.
Il prossimo 5 giugno cadrà la Giornata mondiale dell’ambiente 2018: il tema di quest’anno è la plastica ed il suo smaltimento. Il tema è molto attuale e ancora oggi rappresenta un problema, data la notevole diffusione di questo materiale e la sua difficoltà di recupero e smaltimento.
I rifiuti sanitari ed ospedalieri sono classificati come rifiuti speciali: per questo motivo, vanno trattati secondo la legislazione vigente italiana (DPR 254/2003) ed europea (CER: Catalogo Europeo Rifiuti). Ma andiamo a vedere nello specifico quali sono le tipologie di rifiuti che possiamo incontrare e quali sono le categorie interessate.
Il cartongesso è classificato come rifiuto speciale non pericoloso. E’ un materiale comodo e di facile lavorazione, per questo motivo viene spesso utilizzato nell’edilizia e nelle ristrutturazioni (anche fai-da-te). La struttura è formata da due lastre in cartongesso, riempite di materiale fonoassorbente o isolante. La singola lastra invece è realizzata con un corpo di gesso contenuto da due pannelli in cartone.
