Rifiuti RAEE: come riciclarli in modo creativo
Appassionati del fai da te, questo è l’articolo che fa per voi. Oggi parleremo del riciclo creativo dei rifiuti RAEE. I RAEE sono rifiuti speciali derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche il cui conferimento è regolamentato dalla legge secondo specifiche norme in base alla loro tipologia (frigoriferi, lavatrici, forni, televisori, monitor, piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, sorgenti luminose, ecc.) Attraverso il corretto trattamento è possibile ricavare materie prime seconde, come plastica, vetro e metalli, tali materiali possono essere nuovamente lavorati ed impiegati nella creazione di nuovi prodotti.
L’attuale concetto di sostenibilità ambientale promuove il riciclo creativo di oggetti divenuti obsoleti.
Attraverso il riciclo intelligente di uno scarto RAEE è possibile dar vita a una grande varietà di oggetti, per esempio il case di un vecchio computer può essere trasformato in una cassetta della posta di design.
Uno degli esempi più significativi di riciclo creativo dei RAEE è opera del designer Shepard Spencer che ha trasformato la sua vecchia Xbox in un acquario marino.
La console è stata privata dei suoi componenti elettronici e la parte esterna in plastica si è trasformata nella vaschetta in grado di contenere circa mezzo litro d’acqua.
L’illuminazione è a LED e cambia colore.
I vari cavi dell’Xbox sono stati sostituiti con gli appositi cavi per il sistema di filtrazione e illuminazione ed ecco che il mini acquario marino è pronto per essere riempito di acqua e pesci colorati!
Anche in Italia abbiamo un esponente del riciclo creativo dei RAEE, si chiama Franco Recchia. Utilizzando parti e componenti di vecchi computer ha dato vita a meravigliosi paesaggi urbani, super dettagliati e di grande impatto visivo. I paesaggi realizzati da Recchia hanno conquistato anche New York tanto che sono stati esposti all’Agora Gallery della Grande Mela. I suoi lavori sono definiti un omaggio all’architettura urbana e all’ingegno dell’uomo moderno.



